Seleziona una pagina

È da circa un mese che ho l’iPad e l’impatto che ha avuto sulla mia routine di lavoro, il modo in cui incide sulla mia vita professionale è positivo. Molto positivo. Ho lasciato più spesso a casa il mio macbook nelle trasferte e devo dire che sinora non ne ho sentito la mancanza. Mi sto divertendo a testare le potenzialità del mio nuovo strumento di lavoro in relazione alle funzioni delle quali posso avere bisogno nella mia attività professionale.

I risultati sono, nel complesso, al di sopra delle mie aspettative. Di seguito alcuni pro e contro.

I PRO.

1) Ho importato un ricorso da word su pages (7,99 €), ed è stato trasferito senza alcun difetto. Compresa la procura a margine, per la quale la facilità di sistemazione e adattamento è quasi disarmante, specie se raffrontata alla difficoltà che talvolta caratterizza l’impostazione di una procura a margine in un documento word. In questo caso te la vedi apparire, e se la vuoi spostare non devi far altro che sfiorarla, tenerci il dito sopra, e spostarla dove vuoi che stia. Piece of cake.

2) Stesso ottimo risultato per le mie slides di PowerPoint di una lezione in tema di aiuti di Stato che tengo costantemente aggiornate per usarle ai master o corsi di alta specializzazione dove mi invitano a insegnare. Le ho importate sull’iPad e aperte con keynote (7,99 €). Perfette. Compreso il layout dello studio che uso come base. Una volta su keynote ho potuto inziare a sperimentare le transizioni ed effetti tipici del programma. Grande semplicità. Due tocchi per animare cubi che rullano, slides che saltellano o si spalancano per fare entrare le nuove.  Sinceramente un’esperienza totalmente innovativa rispetto alla complessità di powerpoint.

3) Il giorno del mio onomastico, San Giovanni, dovevo essere a Venezia per un udienza in commissione tributaria provinciale. I giorni prima ho fatto scannerizzare alla segreteria il fascicolo di parte per l’udienza, allegati compresi, e l’ho salvato in una apposita cartella sul server. La sera prima dell’udienza, grazie alla funzione file manager di goodreader (€ 0,79 cent, indispensabile applicazione per i possessori di iPad), ho importato i file in locale sull’ipad (in modo da poterlo vedere anche in assenza di una connessione ad internet: mossa azzeccata visto che a Venezia il segnale h3g è un po’ ballerino) in una apposita cartella da me creata ad hoc. VOILÀ, quasi 3 kg di fascicolo cartaceo diventati d’un tratto non necessari. Sono partito alla volta di Venezia portando con me solo la velina di fissazione dell’udienza e una copia cartacea (stampata doppia pagina in A4 e fronte-retro, per ridurre al minimo il peso) del solo ricorso e controdeduzioni dell’amministrazione finanziaria (queste due a mero scopo cautelativo visto che un imprevisto tecnologico può sempre capitare), e per dirla tutta, probabilmente se qualche settimana prima non avessi avuto la sfortuna di essere tra i primi casi in Italia di iPad in assistenza (vedi post precedente) probabilmente non avrei portato nemmeno quelle.

4) In treno all’andata ho preparato su pages il mio schema per la discussione d’udienza, saltando (aprendo e chiudendo le rispettive applicazioni, operazione che l’iPad pone in essere piuttosto velocemente) tra i documenti del fascicolo su goodreader, le norme di codici e leggi (19,99 €, e li vale tutti: ora in versione universale anche su iPad). Certo, ad essere proprio sincero, dopo avere avuto qualche settimana per godermi il multitasking sull’iOS4 sul mio iPhone, mi viene da dire che l’attività da ultimo descritta sarebbe stata molto più veloce e comoda se avessi potuto usare il multitasking anche su iPad (per passare dalle mie note al fascicolo, e alla applicazione di codici e leggi, ogni volta dovevo chiudere una e aprire l’altra), ma per il multitasking su iPad pare si debba aspettare novembre. In treno al ritorno, invece, ho scritto la maggior parte di questo post usando wordpress per iPad (poi è rimasto li in bozza in attesa d’essere completato. (Aggiornamento del 22 novembre 2010: con iOS 4.2 apple ha portato il multitasking anche sull’iPad).

5) La gestione delle email su iPad è davvero funzionale. Probabilmente anche meglio del computer: comodissima e veloce.

I CONTRO

1) Tra le poche note stonate, una in particolare mi infastidisce: un problema di compatibilità dei font quando si esporta in PDF un documento elaborato con numbers. Più nel dettaglio, si trattava del mio modello di fattura, che ho prima esportato da excel a numbers. Poi rielaborato su numbers, ed infine spedito  utilizzando la funzione “invia via mail” in formato pdf. Tutto sarebbe perfetto se si fosse sicuri che chi riceve il file pdf può leggerlo. Al rientro in studio, invece, ho potuto verificare, con mio grande disappunto, che il mio PC windows dopo avermi avvisato della incompatibilità di alcuni font (foto pop-up window), vedeva solo puntini neri al posto dei numeri, e provando a cambiare tutti i font della tabella prima di esportare, la situazione non cambia. Vediamo se qualche lettore di questo blog riesce a illuminarmi. (AGGIORNAMENTO: con iOS 4.2 il problema è stato risolto da apple!!)

2) Chi ha bisogno di collaborare su documenti word con terzi sappia che non può fare affidamento su pages, il quale non supporta la gestione del formato “revisioni” (o “track changes”). Nè esistono alternative che supportino tale funzione in modo completo. Alla comparazione degli editor di testo su iPad mi riservo di dedicare un successivo post.

3) Men che meno può pensare di usare solo l’iPad chi ha intenzione di scrivere un articolo scientifico: né pages, né – per quanto ne so – nessuna applicazione concorrente oggi disponibile supportano la gestione delle note a piè di pagina. (AGGIORNAMENTO: iOS 4.2 consente l’importazione dei testi contenenti note a pie di pagina e le modifiche del contenuto di testo, mantenendo anche l’impostazione grafica del documento importato. Tuttavia continua a non avere la gestione – aggiunta, eliminazione – delle note a piè di pagina)

IN CONCLUSIONE

Purchè si accetti che non può, né vuole, sostituire in tutto un computer, l’iPad è un ottimo strumento di lavoro:

  • libera la scrivania da tutta quella carta che vi transita giusto perchè leggere dallo schermo di un computer è faticoso, o perchè magari ci si vuole portare lo stampato in viaggio, o a casa per lavorare nel weekend;
  • fornisce un significativo contributo all’allegerimento della valigetta 24 ore del professionista in mobilità, concentrando in un unico dispositivo dal peso di 700 grammi i vari laptop, netbook, fascicoli cartacei, libri professionali, riviste, quotidiani, libri di narrativa, ipod, fumetti  (strepitosa, per gli appassionati del genere, l’applicazione della Marvel). Oltre ovviamente a mappe, agenda, rubrica indirizzi, etc.. per le quali ci ha già pensato l’iPhone da 3 anni a renderle inutili, e che sono tirate a lustro nei quasi 10 pollici di schermo dell’iPad;
  • l’iPad è molto più efficiente sia di un computer portatile, sia della carta per portarsi dietro e consultare fascicoli di grandi dimensioni con un elevato numero di documenti allegati. Ecco un esempio concreto: la prima volta che l’ho portato in udienza si trattava di una sostituzione di un collega, impossibilitato a discutere di persona. Anche in quel caso ho fatto scannerizzare tutto il faldone, allegati compresi. Non avendo scritto io il ricorso, avevo studiato la causa per preparare l’udienza, ma non avevo una conoscenza approfondita degli allegati. Di conseguenza quando,  nel corso della discussione, il rappresentante dell’agenzia dell’entrate ha fatto riferimento ad alcuni documenti da noi allegati contestando (per la prima volta in udienza) la veridicità della descrizione fatta nel nostro atto sono caduto dalle nuvole. O meglio. Sarei caduto dalle nuvole se non avessi avuto il mio iPad, il quale mi ha consentito, nei successivi 3 minuti (occorsi alla controparte per terminare la propria esposizione), di individuare gli allegati contestati, scorrerli in modo molto discreto e senza che i giudici nemmeno si rendessero conto di cosa facevo (la cover nera apple lo fa sembrare un semplice block notes) e verificare che la controparte aveva preso una grossa cantonata, cosa che ho argomentato in una breve replica, ovviamente facendola mettere a verbale. Ecco, ora immaginate la goffaggine della scena se avessi dovuto fare la stessa cosa, in quei tempi ridotti, con un fascicolo cartaceo avente una cinquantina di allegati (circa 15-20 cm di spessore). Direi che l’esempio qui di fianco rende bene l’idea, o sbaglio?

Insomma, uno strumento di lavoro formidabile ad un prezzo molto competitivo (quale modello convenga acquistare sarà un argomento trattato in un prossimo, breve, post).

Angolo Ecologico:  A mio avviso chi gestisce gli studi legali dovrebbe seriamente riflettere (dopo aver controllato attentamente le voci del proprio bilancio annuale relative a “toner”, “spese di assistenza stampanti” e “carta”, oltre che alle spese per abbonamenti a quotidiani come il sole 24 oreItalia Oggi o Milano Finanza) sulla convenienza anche economica, oltre che di efficienza, di sostituire alla carta l’iPad (il quale diventa un’investimento che si autoripaga molto velocemente). In fin dei conti avendo uno strumento così a disposizione si può digitalizzare tutto, eccetto, ovviamente, ciò che deve “necessariamente” essere stampato: atti processuali da notificare o depositare (almeno finchè non diventa di routine il processo telematico), pareri su carta intestata da consegnare ai clienti, e poco altro.

N.B.: Il fatto che si possano fare così tante cose con l’iPad, sia lavorative che di svago, e che lo strumento sia semplice da trasportare e piacevole da usare, lo rende uno strumento potenzialmente letale per le relazioni affettive 😉 come simpaticamente dimostra la vignetta a lato (dedicata all’iPhone, ma valida anche più intensamente per l’iPad).