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Da fine estate il Processo Tributario Telematico è operativo in tutta Italia, anche se non ancora obbligatorio.

Qualche giorno fa ho aiutato alcuni colleghi di studio ad attivare l’utenza per il Processo Tributario Telematico (PTT), con qualche imprecazione per l’assurdità di un sistema che ti costringe a firmare digitalmente ben tre file (modulo di richiesta, documento di identità e tesserino d’avvocato, e tutto solo in CADES).

Oggi sono tornato sul sito del SIGIT e ho trovato una piacevole sorpresa: è finalmente possibile registrarsi e accedere con SpID.

Per chi non lo conoscesse SpID è il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che dovrebbe diventare nelle intenzioni del Governo (ribadite anche nel recentemente approvato piano triennale per l’informatica nella PA) la chiave d’accesso universale del cittadino a tutti i servizi di qualsiasi PA online, e forse anche di altri prestatori di servizi (banche, utilities, etc).

Con tutte le riserve relative alla sicurezza, a me l’idea di un unica chiave d’accesso alla mia identità digitale piace molto. La trovo molto comoda e funzionale.

Mi sento dunque di suggerire ai colleghi che hanno bisogno di attivare la propria utenza per il PTT di attivare prima SpID (Si può farlo con diversi fornitori, ma attualmente il metodo più veloce – e gratuito – mi pare farlo attraverso SIELTE con identificazione attraverso webcam), e successivamente di usare SpID per attivare l’utenza del PTT.

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Un altra cosa che ho notato dal sito del SIGIT è che ora sul sito web, tra i formati di file gestiti dal sistema, è elencato anche il formato

  • Email Markup Language – (EML).

La questione della piena gestione da parte del SIGIT del formato .eml non è affatto marginale, in quanto tale formato è l’unico che consente di preservare le informazioni relative alla corretta notifica dell’atto di impugnazione quando la notifica avviene via PEC.

Non mi pare siano stati integrate/emendate le regole tecniche, né tantomeno il decreto direttoriale. Tuttavia il fatto di averli inclusi nella lista sul sito mi pare un primo passo nella giusta direzione.

Ora si tratta di verificare se, caricando il file mail firmato CADES sul SIGIT (un file .eml.p7m ), la piattaforma restituisce ancora l’indicazione di errore non fatale, oppure se finalmente il file .eml.p7m ha piena dignità “informatica” come lascierebbe intuire l’inserimento di tale formato sul sito web, ed a tal fine chiederei ai colleghi che in questi giorni utilizzeranno il sistema di farci sapere.

Per ricapitolare la situazione sinora era la seguente: chi avesse voluto usare il PTT si sarebbe trovato davanti a due alternative:

Fare upload su SIGIT (id est: depositare in Commissione):

1) di un file in formato tra quelli accettati (stampa pdf della PEC? sic!!!) esponendosi al rischio potenziale di perdere informazioni essenziali a dimostrare la correttezza della notifica;
2) di un file in formato .eml, che il SIGIT sinora flaggava come “errore“.

Ora, non so voi, ma – dato che nel processo tributario – in caso controparte non si costituisca – il deposito della ricevuta di ritorno della raccomandata è CONDIZIONE DI AMMISSIBILITA’ del ricorso – nessuno dei due casi mi ispira fiducia e io sinora non me la sono sentita di rischiare sulla pelle dei clienti.