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Le Penseur de Auguste Rodin (1840-1917) dans La Porte de l'Enfer.E’ inutile, proprio non riesco a farmela andar giù la #FatturaPA. Eppure non è che io ne debba fare tante (direi 1 o 2 all’anno). E’ che la digitalizzazione, se fatta attraverso soluzioni che – invece di semplificare – complicano immotivatamente la vita ai cittadini, mi fa venire il prurito alle dita.

Non che io sia contrario al fatto che la fatturazione debba essere elettronica. Tutto l’opposto. Fosse per me io farei anche votare via Internet. E’ solo che il modo in cui è stato concepito il sistema grida vendetta contro il cielo.

C’è un problema  a monte che andrebbe superato in via normativa o interpretativa e riguarda l’architettura concettuale del sistema della Fattura PA, la cui più plastica testimonianza è l’assurda peculiarità che un sistema simile lasci in capo all’emittente l’onere della conservazione sostitutiva delle Fatture Elettroniche a fini contabili.

Lo Status Quo

Facciamo un passo indietro, da luglio 2014 l’emissione delle fatture alla PA deve avvenire secondo il formato XML previsto da apposito decreto, peraltro in attuazione di norme europee.

Questo il sito dell’agenzia delle entrate che contiene tutte le indicazioni (link).

Per una descrizione approfondita dello status quo mi permetto di inserire nel post le slides che l’amico e collega Francesco Paolo Micozzi, preparatissimo sul tema, ha presentato in occasione dell’ultimo Congresso Nazionale Forense:

 La Proposta

L’interrogativo che mi attanaglia e al quale non riesco a dare risposta – e la conseguente, banale,  proposta che ne scaturisce – è: perché il “sistema pubblico di interscambio” non opera anche da “sistema pubblico di archiviazione”, liberando i contribuenti da ogni e qualsiasi obbligo di archiviazione “sostitutiva”?

Tra l’altro in questo caso, a parte l’esistenza di un sistema pubblico di interscambio, i destinatari sono sempre le PA, dunque si tratterebbe, semplicemente di estendere anche alla archiviazione della contabilità  il principio – sancito dall’art. 43 del D.P.R. 445/2000 – che la PA non può chiedere all’impresa e/o al cittadino dati e informazioni già in suo possesso.

Seppure è vero che l’Ufficio Centrale Normativo dell’Agenzia delle Entrate in una pronuncia di febbraio 2013, in sede di consulenza giuridica riguardante un caso per certi versi affine – riguardava la disponibilità delle banche dati catastali per determinare l’asse ereditario (e dunque la ridondanza della previsione di produzione dei certificati per gli eredi –  si è pronunciato nel senso qui proposto (link).

Tuttavia vista la delicatezza e le  conseguenze devastanti di una contabilità ritenuta inattendibile dall’Agenzia delle Entrate ritengo impossibile fidarsi di una estensione solo in via interpretativa e, invece, corretto auspicare una norma che statuisca testualmente l’applicabilità del principio di cui all’art. 43 del D.P.R. 445/2000 anche al campo della conservazione della contabilità.

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In conclusione – anche sorvolando sulla inutile complicazione burocratica data dall’onere della conservazione sostitutiva – per quanto poco possa valere, la mia personalissima opinione è che il sistema oggi vigente pecchi sotto il profilo della architettura concettuale che è ridondante e poco usabile.

Se si vuole capire come andava concepito un sistema simile perché semplificasse davvero la vita delle aziende, è sufficiente dare uno sguardo a quello che aveva fatto un giovanissimo capo dipartimento del governo danese (qui la storia), che poi, intuendo le potenzialità di quanto aveva realizzato, ha lasciato l’amministrazione e tratto da quell’opera virtuosa la startup TradeShift la cui soluzione consente anche di risolvere alla fonte con un meccanismo incentivante il problema del ritardo nei pagamenti.

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ARCHIVIO SOLUZIONI DISPONIBILI

Anyway, purtroppo ci troviamo in questa situazione, dunque questo post oltre la critica vuole svolgere la funzione di raccolta delle soluzioni oggi esistenti per gestire questa situazione per i colleghi che si trovano a dover inserire nella propria routine professionale la Fattura Elettronica alla PA, sia per elaborare la fattura nel formato richiesto, sia per conservarla correttamente.

Invito i colleghi che volessero arricchire questo catalogo a segnalare attraverso i commenti ulteriori altre soluzioni che conoscono e usano, magari accompagnate da una due righe di commento.

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Soluzioni “cloud”

  • fatturapa.gov.it (link) Sito ufficiale agenzia delle entrate c’è un “simulatore” che si può usare per “ottenere” e “verificare” il file xml
  • Fattura PA Avvocati (link) app web gratuita che consente anche su smartphone di compilare la fattura in formato XML. Non si occupa di controllo, firma digitale, invio al sistema di interscambio e conservazione sostitutiva.
  • Fattura-avvocati (link) app web gratuita che consente di compilare la fattura in formato XML. Non si occupa di controllo, firma digitale, invio al sistema di interscambio e conservazione sostitutiva.
  • Fatturazione PA Aruba (link). Fa tutto lei emissione, trasmissione, conservazione. Gratis il primo anno, il secondo con 25 euro fino a 100.000 fatture incluse.
  • fatturepertutti.it  (link) Servizio fremium che fornisce gratis sino a 20 fatture annuali il servizio cloud di compilazione delle fatture XML con interfaccia intuitiva. Per numeri superiori e per la conservazione sostitutiva è previsto un abbonamento le cui caratteristiche sono indicate al seguente (link). Non è chiaro quale sia il prezzo per chi abbia bisogno di più di 40 fatture all’anno.
  • digithera (link) servizio cloud “a consumo” in convenzione con la cassa forense. Fa tutto, dalla compilazione alla conservazione sostitutiva. Ho dato uno sguardo al volo al PDF contenuto nell’area riservata del sito della Cassa ma non sono riuscito a capire quanto costa, solo che il lotto minimo di ricarica è di 25 €. Se qualche collega ha capito come funziona la loro politica di prezzo o ha acquistato il servizio me lo faccia sapere.
  • fattureinCloud.it (link) Servizio cloud a pagamento di gestione completa della contabilità in cloud. La versione premium (120 € annui) da tra i servizi quello della emissione della fattura PA. Non è offerto il servizio di conservazione sostitutiva.
  • fatturaElettronica01 (link) Servizio fermium. Gratis elaborazione fattura XML anche da smartphone. Invio fatture al sistema di interscambio la prima gratis, le altre a pagamento o con crediti “social”. Non fornisce il servizio di conservazione sostitutiva.
  • clapps (link) Servizio cloud a consumo che si occupa di compilazione, invio e conservazione sostitutiva. Sembra interessante. Il sito non contiene parametri di prezzo. Se qualcuno lo prova i commenti sono benvenuti.
  • fattura PA Facile (link) servizio cloud a canone comprensivo di 1GB di conservazione sostitutiva.
  • infocert (link) Servizio a Canone (inclusivo di un tot iniziale di fatture) comprensivo di conservazione sostitutiva.
  • lextel (link) Servizio a consumo con fasce di prezzo a seconda delle fatture emesse.

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Software installabili

  • Open Source messo a disposizione dalla Lait Spa, Società di servizi tecnologici della Regione Lazio (link) che consente di elaborare le fatture nel formato richiesto.
  • Fatturazione Elettronica Open Source (link) messo a disposizione da un consorzio di Comuni e Università agli enti pubblici. Sinceramente non ho capito se abbia qualche utilità anche per i privati (ovviamente salvo i casi in cui l’ente al quale si deve fatturare abbia adottato questa piattaforma)

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Conservazione sostitutiva

La prima e più sicura soluzione al momento per noi avvocati mi pare quella di rivolgerci a un commercialista che sia in grado di garantire anche la conservazione sostitutiva della contabilità. Peraltro la scelta di smaterializzare la contabilità mi pare oggi possa essere molto interessante sotto il profilo organizzativo e dei costi.

Tuttavia, chi ha una discreta confidenza con la tecnologia o ha voglia di ingaggiare qualcuno che gli imposti il sistema può installare Sinekarta (link) e Alfresco (link). Alfresco è una soluzione open source di gestione documentale, e sinekarta aggiunge ad Alfresco le caratteristiche che lo rendono idoneo a essere utilizzato per la conservazione sostitutiva

Tra l’altro nel blog di Sinekarta c’è una efficace sintesi della  attuale situazione regolamentare relativa alla conservazione sostitutiva (link)

Per le soluzioni a pagamento sopra, quando è stato possibile riscontrare che offrono il servizio di conservazione ho inserito la dizione in neretto nella descrizione.