Il guest blogger di oggi è Tiziano Solignani, collega del foro di Modena, blogger e promotore della comunità legalmac, il quale mi ha autorizzato a rilanciare il suo ”Tutorial“. Il tutorial originale è disponibile su google drive (a questo link), e l’autore incoraggia i colleghi a lasciare eventuali commenti o suggerimenti che potrà usare per arricchire il documento. Ovviamente, anche i commenti che lascerete su questo post saranno trasmessi all’autore del tutorial.
Mi fa molto piacere accogliere questo contributo sia in ragione dell’apprezzamento per l’autore, con il quale condivido la passione per il mondo mac, sia perché lo considero il primo di una serie di post processual-telematici: nel prossimo vi racconterò la mia esperienza con e-curia, il processo telematico della Corte di Giustizia, del quale credo di essere uno dei primi sperimentatori Italiani.
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La nuvola o cloud computing (ovvero il trasferimento – in outsourcing – dei propri dati o persino degli stessi software necessari all’esercizio della professione, da server proprietari in studio a server farm di terze parti), come già hanno capito i colleghi d’oltreoceano, è una grande opportunità per gli studi legali (costi abbattuti, flessibilità, velocità, efficienza, scalabilità, condivisione, etc). Una grande opportunità che porta con sè alcuni interrogativi peculiari della fase pioneristica che stiamo vivendo. Questo post nasce dall’interrogativo che i due autori si sono posti, quasi contemporaneamente, di capire quanto di ciò che è oggi materialmente possibile fare sia anche pienamente legittimo.
Oggi iAvvocato ospita un post gentilmente inviato da uno studente di Giurisprudenza, e dunque futuro collega: mi piace l’idea che anche i professionisti di domani si sentano a casa su iAvvocato. Passo dunque la penna (o meglio, la tastiera).
È da circa un mese che ho l’iPad e l’impatto che ha avuto sulla mia routine di lavoro, il modo in cui incide sulla mia vita professionale è positivo. Molto positivo. Ho lasciato più spesso a casa il mio macbook e devo dire che per ora non ne sentito la mancanza nelle trasferte. Mi sto divertendo a testare le potenzialità del mio nuovo strumento di lavoro in relazione alle funzioni delle quali posso avere bisogno nella mia attività professionale.
Avevo deciso che il prossimo weekend, dopo due settimane piene d’uso, avrei scritto il primo post di iAvvocato esclusivamente dedicato a raccontare i modi in cui già avevo inserito l’iPad nella mia routine di lavoro, e invece mi tocca raccontare di come – quasi in conclusione della lettura mattutina di repubblica, e poco prima di usare l’iPad per la sua funzione di lettore dei fascicoli digitalizzati – mi sia andato in tilt lo schermo.
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